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  • EURIRS [20/09/2019] 5 Anni -0.37   10 Anni -0.11   15 Anni 0.13   20 Anni 0.25   25 Anni 0.29   30 Anni 0.29   

Piano di ammortamento mutuo

Cos’è il piano di ammortamento di un mutuo?

Il piano di ammortamento è il risultato del calcolo che sintetizza, rata per rata, l’intero ciclo del mutuo. È il documento rilasciato dalla banca con cui vengono stabilite le modalità della restituzione di un mutuo. Il piano di ammortamento è composto dal debito residuo, dalla quota capitale, dalla quota interessi, dal numero delle rate del prestito e dall’importo della rata.

Per ogni singola rata del piano di ammortamento è indicata qual è la quota di capitale che viene abbattuta e quanti sono gli interessi che spettano all’istituto di credito. Ad ogni ipotetico rimborso (che può essere mensile, trimestrale, semestrale o annuale) corrisponde il debito residuo di volta in volta aggiornato. Il nostro Calcolatore Mutuo utilizza la formula dell’ammortamento francese con rata costante.

Cos’è il piano di ammortamento alla francese?

Il cosiddetto piano di ammortamento francese è il sistema di ammortamento più diffuso dalle banche italiane che erogano mutui. In questo caso, la rata prevede una quota capitale crescente e una quota interessi decrescente. Nella prima parte del mutuo si pagano maggiormente gli interessi. Nel corso dell’ammortamento la quota di capitale aumenta sempre più, mentre la quota di interessi diminuisce in modo costante nel tempo.

Esistono due modelli differenti di piano di ammortamento francese: il piano classico, con quote capitale ricalcolata ogni mese, e il piano con quote capitale prefissate.

Nel modello classico, ogni mese la nuova rata si ricalcola sulla base del debito residuo del mese precedente, mentre nel modello a quote capitale prefissate, le quote capitale sono appunto predeterminate per tutta la durata del mutuo sulla base del tasso di interesse iniziale.

Come calcolare un piano di ammortamento di un mutuo

Vediamo insieme come calcolare il piano di ammortamento di un mutuo bancario. Sul nostro calcolatore mutuo inseriremo il capitale da finanziare (ricorda che la maggioranza delle banche finanzia l’80% del costo dell’immobile), la durata del finanziamento e il tasso di interesse, che sarà la somma dell’Euribor (se tasso variabile) o dell’Eurirs (se mutuo fisso) più lo spread (il guadagno della banca). Una volta inserito il tasso finito e decisa la frequenza del rimborso avremo il calcolo completo del nostro piano di ammortamento.

Per esempio, se calcoliamo un mutuo di 100 mila euro in 20 anni ad un tasso del 2,00%, avremo una rata di 505,88 euro, che nel calcolo resterà costante, di cui una quota capitale di partenza di 339,31 euro che man mano che si va avanti negli anni aumenterà, e una quota di interessi iniziale di 166,67 euro che scenderà sempre di più, fino ad arrivare a zero nell’ultima rata, e invece una quota capitale che corrisponderà praticamente al 100% della rata.

Visto che la maggior parte degli interessi si paga nella prima parte del mutuo, sarà più conveniente estinguere anticipatamente il mutuo, sia parzialmente che totalmente, nei primi anni dell’ammortamento.

Il calcolo della rata mutuo a tasso variabile. Il calcolo rata di un mutuo a tasso variabile sembra un sistema più complicato rispetto a quello del tasso fisso, ma in realtà è altrettanto chiaro se si conoscono i quattro punti fondamentali per il calcolo del mutuo: il parametro di indicizzazione, lo spread, il capitale e la durata.

Tenendo conto di questi quattro imprescindibili elementi, vediamo che cosa sono, dove trovarli e come calcolarli in modo da ottenere il calcolo della rata del mutuo a tasso variabile.

- Parametro di indicizzazione. Conoscere la quotazione Euribor significa rilevare l’oscillazione che questo indice di riferimento ha assunto nel momento in cui si intende calcolare il nostro mutuo. L’Euribor ha diverse scadenze. Le più utilizzate sono quelle a 1 mese, a 3 o a 6 mesi.

Approfondimenti: Cos’è l’Euribor

Oltre all’Euribor, che è il parametro dei mutui più utilizzato, esiste anche l’indice Bce, che viene fissato dal Consiglio direttivo dalla Banca centrale europea (vedi il tasso Bce aggiornato ad oggi).

- Spread. Come dicevamo prima è il guadagno della banca, la componente prestabilita del tasso, che sommata all’Euribor, genera il tasso finito. La banca è obbligata a comunicarlo e lo si trova in ogni contratto di mutuo.

- Capitale e durata. Questi indicano l’importo di mutuo che intendi sottoscrivere e la durata del finanziamento.

Se sei disposto a fare qualche sacrificio in più pur di pagare la tua casa nel minor tempo possibile e risparmiare degli interessi, opta per una durata breve, 10-15 anni. Se invece preferisci mantenere una rata piuttosto bassa privilegiando una qualità della vita più alta, scegli un mutuo almeno ventennale o se sei giovane, punta ad un rimborso a lungo termine come i 25 o 30 anni.

Ricorda sempre che se scegli un mutuo a tasso variabile, dovrai fare i conti con un possibile aumento dei tassi di interesse. Per questo motivo, opta per una rata che non sia già vicina ai tuoi limiti di spesa.

Se vuoi ricalcolare un finanziamento già in corso, troverai il debito residuo e la durata residua nell’ultimo piano d’ammortamento inviato dalla banca. In assenza di questo documento, puoi farne richiesta in qualsiasi momento.

Una volta reperiti tutti questi valori sarà sufficiente compiere la seguente operazione: Euribor + Spread = Tasso finito (Tan). Ottenuto il tasso nominale annuo, si può procedere a calcolare il mutuo.

Facciamo un esempio pratico. Se oggi il valore dell’Euribor fosse pari allo 0,50 e lo spread applicato al mutuo fosse l’1,50%, ne conviene, sommandoli, che il tasso valido per calcolare la rata del mutuo variabile sarebbe del 2,00%.

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