Pensione integrativa, perché conviene

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La pensione integrativa conviene nella misura in cui la sua scelta si adatta alle singole situazioni e necessità. Se viviamo in un’epoca in cui i contributi versati dai giovani servono a pagare la pensione dei più anziani, è proprio questo il momento di valutare di sottoscrivere una pensione integrativa. L’obiettivo della pensione integrativa è quello di garantire al lavoratore una rendita mensile futura più alta da complementare alla pensione che raggiungerà quando smetterà di lavorare.

Dopo le ultime riforme sul sistema pensionistico e le prossime introduzioni previste nei prossimi mesi, i contribuenti italiani, soprattutto i più giovani, preferiscono muoversi in anticipo e optare per la pensione integrativa scegliendo la soluzione più appropriata tra quelle disponibili. Per esempio è possibile destinare il proprio TFR (Trattamento di Fine Rapporto) a un fondo pensione.

L’adesione a un fondo pensione è una scelta libera dell’investitore: i versamenti effettuati durante l’attività lavorativa verranno liquidati una volta raggiunti i requisiti per la pensione, ma comunque è possibile chiedere e ottenere degli anticipi e riscatti. Attenzione però alle possibili perdite in caso di crolli dei mercati finanziari.

Un’altra possibilità che consente al lavoratore di complementare la propria pensione futura è l’investimento nei Piani Individuali Pensionistici (PIP), delle polizze sulla vita con versamenti regolari riscattabili al raggiungimento dell’età pensionabile e che possono essere riscattati prima del termine in caso di disoccupazione biennale, invalidità permanente o successione per morte dell’assicurato. Il riscatto, fino al 75%, è sempre consentito in caso di emergenze e dopo i primi 8 anni per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, mentre il 30% è riscattabile per altre esigenze.

Sia i PIP e che i Fondi Pensione sono parzialmente deducibili dal reddito.
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