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Tassi Eurirs in discesa, cosa può accadere?

Tassi Eurirs in discesa, cosa può accadere?
agosto 16
08:15 2019

Negli ultimi giorni i tassi Eurirs registrano giorno dopo giorno un nuovo minimo storico. Ne stiamo parlando anche nel nostro gruppo Facebook Mutuo Facile. È di pochi giorni fa la notizia proveniente dalla Danimarca, in cui la Nordea Bank ha annunciato che concederà mutui a 20 a tasso zero e in futuro potrebbe essere possibile che i loro clienti sottoscrivano mutui per l’acquisto della casa a 30 anni a tassi negativi. Sempre nel gruppo, tempo fa, avevamo riportato il caso, sempre accaduto nel paese scandinavo, di un mutuatario della NationalBanken che aveva ricevuto un rimborso degli interessi pagati sul proprio mutuo. All’epoca, in Danimarca i tassi erano a -0,65% ed evidentemente lo spread applicato a questo mutuo era inferiore a 0,65. Nell’occasione specifica, essendo il tasso finito negativo, la banca si è trovata costretta a far pagare al cliente la sola quota capitale, mentre ha provveduto al rimborso proporzionale della quota di interessi.

Può succedere anche in Italia?
I tassi Euribor oggi sono negativi. La scadenza mensile, così come quella trimestrale e semestrale si aggirano tutte intorno a -0,40. Sarà possibile che anche in Italia la banca rimborsi la quota di interessi del mutuo al cliente? Teoricamente è possibile. Facciamo un esempio pratico: in caso di un mutuo variabile con Euribor 3 mesi a -0,41 e uno spread di 0,40 (caso molto raro) e in assenza di clausola Floor, il tasso finito da applicare al cliente sarebbe pari -0,01. In questa particolare situazione, il mutuatario continuerebbe a pagare la quota di capitale piena e si vedrebbe stornare un rimborso (di pochi centesimi) sulla parte della quota di interessi.

Decisamente più improbabile per quanto riguarda i mutui a tasso fisso. Infatti, nonostante la discesa anomala degli Eurirs degli ultimi giorni, precipitati sotto quota 0,20, la banca applicherebbe uno spread superiore per garantirsi il proprio guadagno e il tasso sarebbe, per natura, essendo a tasso fisso, bloccato a favore dell’istituto. Potrebbe verificarsi la situazione in cui il cliente, a pochi giorni dall’atto e con il PIES firmato, si sia accordato con la banca su uno spread e nel frattempo, l’Eurirs di riferimento, ancora da rilevare, sia sceso sotto zero. Anche in questo caso, in assenza di tasso minimo, il mutuatario si troverebbe un tasso finito inferiore allo spread.

Probabilmente, dalla fase anomala del crollo dei tassi Eurirs a cui stiamo assistendo, ne scaturirà un cambio dei fogli informativi delle banche prima che accadano eventi troppo sfavorevoli agli istituti di credito, come si verificò prima del 2014, quando nessuno prevedeva che i tassi Euribor sarebbero potuti diventare negativi.

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