Tassi Oggi
  • EURIBOR [10/12/2018] 1 Mese -0.37    3 Mesi -0.32    6 Mesi -0.25    1 Anno -0.14   
  • EURIRS [10/12/2018] 5 Anni 0.39   10 Anni 1.02   15 Anni 1.36   20 Anni 1.50   25 Anni 1.56   30 Anni 1.56   

Cos’è l’Euribor?

Cos’è l’Euribor?

L’Euribor (Euro Interbank Offered Rate) è il tasso di interesse utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui ipotecari a tasso variabile. L’Euribor ha sostituito gli indici nazionali (il Ribor in Italia) dal primo gennaio 1999.
Viene calcolato giornalmente come media semplice delle quotazioni rilevate da un gruppo di banche rappresentative nel panorama creditizio europeo e mondiale selezionate dalla Federazione Bancaria Europea (European Banking Federation).

Chi decide l’Euribor

L’Euribor, il tasso di riferimento dei mutui a tasso variabile, viene pubblicato tutti i giorni alle ore 11 da un gruppo di banche rappresentative nel panorama creditizio europeo. Attualmente gli istituti che contribuiscono a rilevare l’Euribor sono 20. Tra questi, tre rappresentanti italiani: Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena e Unicredit.

Le altre banche:
Belfius (Belgio)
Bnp-Paribas, HSBC France, Natixis, Crédit Agricole, Société Générale (Francia);
Deutsche Bank e DZ Bank (Germania);
National Bank of Greece (Grecia);
Banque et Caisse d’Épargne de l’État (Lussemburgo);
ING Bank (Olanda);
Caixa Geral De Depósitos (Portogallo);
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Banco Santander, CECABANK, CaixaBank (Spagna);
Barclays (Regno Unito).

Le differenze dell’Euribor

Si fa presto a dire Euribor. Eppure esistono delle differenze tra i “vari Euribor”. Spesso il mutuatario non le considera più di tanto o le ignora totalmente, ma conoscerle può impattare a livello pratico sul risparmio del finanziamento.

La prima sfaccettatura tra le differenti versioni dell’Euribor è la scadenza, o durata, che può essere di 1 mese, 3 mesi, 6 mesi (le più frequenti) e 12 mesi. Se calcoliamo la media degli ultimi 15 anni delle varie scadenze, vediamo che l’Euribor 1 mese è stato fino ad oggi il più economico. Tranne alcuni periodi di rialzo dei tassi, chi ha un mutuo a tasso variabile indicizzato all’Euribor mensile ha risparmiato fino a 50 euro ogni mese rispetto a chi ha sottoscritto un mutuo parametrato alla scadenza trimestrale. Basti pensare all’anno 2012, quando il gap tra Euribor mensile e Euribor semestrale è stato di circa 0,70 punti. Esclusi i casi estremi di forbice così ampia, generalmente le differenze sono minime e possono incidere di poco sulla rata mensile, ma per un mutuo di durata trentennale, questi pochi centesimi possono diventare centinaia di Euro.

Un’altra differenza tra i vari Euribor è la base del tasso, che può essere 360 o 365, a seconda dei numeri dei giorni presi in considerazione per il calcolo (360 per l’anno commerciale e 365 per l’anno solare). In questo periodo storico la differenza tra le due rilevazioni è pressoché identica, ma in passato si è verificato che l’Euribor 365 fosse più alto di uno 0,05 rispetto all’Euribor 360. Anche in questo caso il gap tra i due tassi può incidere sulla rata di circa 3 euro al mese. Senza considerare l’arrotondamento (spesso allo 0,05 superiore) regolarmente indicato nel contratto che fa salire la rata di altri 3 euro.

Inoltre, la data di rilevazione dell’Euribor varia da banca a banca. Consultando i vari fogli informativi degli istituti di credito notiamo che il tasso rilevato può essere il primo giorno del mese, oppure il 15 o il 20 del mese precedente o l’ultimo giorno lavorativo del mese antecedente la rata. Altre banche calcolano il tasso sulla media del mese o trimestre precedente.

Abbiamo visto la differenza tra i vari parametri dell’Euribor e quanto si possa risparmiare se si è consapevoli della scelta del proprio mutuo, anche analizzando quelli che apparentemente sembrano dettagli.

Oltre allo spread e alle spese accessorie, è importante leggere i fogli informativi delle banche e farseli spiegare dettagliatamente per sapere come viene rilevato l’Euribor e conoscere davvero tutto del vostro mutuo.

Prima dell’Euribor: il Ribor

Il Ribor (Rome Inter Bank Offered Rate) è il tasso che veniva utilizzato come parametro di riferimento per determinare il tasso variabile dei mutui fino al 1998, sostituito dall’Euribor dal 1999. Il Ribor rappresentava il costo del denaro a breve termine e veniva rilevato sulla piazza di Roma da un campione dei maggiori istituti di credito italiani.
Con la Lira, il tasso Ribor era molto più vulnerabile alle speculazioni di mercato: tra il 1985 fino al 1998 il Ribor non è quasi mai sceso al di sotto del 10%, con punte fino al 18,5% (settembre 1992).

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