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Estinzione anticipata mutuo

Tutti i contratti di mutuo prevedono la possibilità di estinguere il mutuo in modo parziale o totale in qualsiasi momento.

Secondo la legge 40/2007 (Decreto Bersani), la banca non può applicare alcuna penale o commissione per l’estinzione anticipata dei mutui sottoscritti dopo il 2 aprile 2007. Vediamo cosa succede per i contratti precedenti al 2007.

Nessuna penale per l’estinzione anticipata del mutuo. Come detto, il decreto Bersani stabilisce la nullità di qualsiasi clausola che preveda una penale di estinzione anticipata del mutuo, a condizione che il contratto sia stato sottoscritto dopo il 2 febbraio 2007 e che il finanziamento sia stato richiesto da persone fisiche con finalità di acquisto o ristrutturazione di immobili adibiti ad abitazione. Pertanto non si può applicare alcuna commissione di estinzione anticipata sia per la prima che per la seconda casa. Gli effetti della norma sono stati estesi, con la successiva legge 244 del dicembre 2007, anche ai mutui che provengano da accolli di contratti preesistenti.

Qual è la penale per l’estinzione anticipata per i mutui stipulati prima del 2 aprile 2007?

Le penale prevista nei contratti stipulati anteriormente all’entrata in vigore della legge Bersani sono soggette a limitazioni secondo le regole derivanti da un accordo siglato il 2 maggio 2007 tra l’ABI e alcune associazioni dei consumatori.

Per i mutui stipulati anteriormente al 2 aprile 2007 è previsto che la penale massima applicabile dipenda dal momento in cui si procede all’estinzione:

Per i mutui a tasso variabile la penale per estinzione anticipata corrisponde allo 0.50% dall’inizio del mutuo fino al terz’ultimo anno, 0.20% durante il terz’ultimo anno e nessuna negli ultimi due anni.

Per i contratti a tasso fisso successivi al 31 dicembre 2000, le penali previste sono: 1.90% durante la prima metà del mutuo, 1.50% dalla metà al quart’ultimo anno, 0.20% durante il terz’ultimo anno e nessuna negli ultimi due anni.

Sia per i mutui a tasso fisso che per quelli a tasso variabile, trova inoltre efficacia la “clausola di salvaguardia”, che prevede, nel caso in cui la penale risulti pari o inferiore al limite massimo indicato, un ulteriore sconto dello 0.20% rispetto a quanto concordato in atto per il tasso variabile, mentre per il tasso fisso la “clausola di salvaguardia” stabilisce una riduzione dello 0,25% nel caso di penali uguali o superiori all’ 1,25% e dello 0,15% se inferiori.

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