Decreto mutui clausola anti-insolvenza e periodo di riflessione

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Il Decreto legislativo 72/2016, noto come “Decreto Mutui”, che ha recepito la Direttiva Ue 2014/17 – Mortgage Credit Directive, ha introdotto importanti novità nell’ambito della disciplina dei contratti che hanno come oggetto i mutui per l’acquisto di immobili residenziali.

La principale novità del provvedimento è la clausola anti-insolvenza, in base alla quale, se il mutuatario non paga 18 rate del mutuo, l’istituto di credito può procedere all’acquisizione del bene e alla sua vendita senza passare dal tribunale. La clausola, per essere applicata, deve essere espressamente inserita nel contratto e la concessione del finanziamento da parte della banca non deve essere subordinata alla sottoscrizione di tale vincolo.

L’obiettivo del legislatore è di tutelare il consumatore, rendendolo maggiormente consapevole dei rischi finanziari derivanti dal mutuo e delle conseguenze in caso di insolvenza. Infatti, prima dell’accettazione della richiesta di prestito, la banca ha l’obbligo di mettere a disposizione del cliente un documento con tutte le informazioni relative al mutuo e di fornirgli un servizio di consulenza gratuito e personalizzato che gli consenta di comprendere al meglio le caratteristiche del finanziamento, la convenienza del contratto e l’entità dell’impegno che intende assumere.

In caso di insolvenza del mutuo, l’istituto di credito potrà richiedere la restituzione dell’immobile oppure, cosa più probabile, procedere al trasferimento della proprietà attraverso la vendita. In quest’ultimo caso, il bene ipotecato deve essere venduto al miglior prezzo e in caso di differenza tra valore di realizzo e somma necessaria per estinguere il debito, la banca è obbligata a corrispondere l’eccedenza al mutuatario, anche se moroso.

Ricordiamo che la normativa si applica esclusivamente ai contratti stipulati dopo l’1 luglio 2016 e la clausola delle “18 rate non pagate” non si applica nei casi di surroga di contratti di mutuo sottoscritti precedentemente.

Inoltre, tra le novità introdotte nel Decreto mutui segnaliamo il diritto del consumatore ad un periodo di riflessione di almeno sette giorni prima della conclusione del contratto per valutare eventuali altre proposte di credito.