Cambiare mutuo: i vantaggi della rinegoziazione

Stefano Tempera
surroga rinegoziazione

Nell’era dei tassi a zero, rinegoziare il mutuo può essere una soluzione quanto mai efficace per risparmiare una grande somma di denaro. Soprattutto se il mutuo è stato stipulato quando i tassi erano molto più alti rispetto agli attuali minimi storici.

Ancora prima di pensare alla surroga del mutuo, che richiede il cambio della banca, spesso con tutte le difficoltà del caso e senza considerare i tempi a volte molto lunghi, la rinegoziazione può risultare più facile e snella.

Chiedere l’ottenimento di condizioni migliorative alla propria banca può rivelarsi la decisione più giusta, oltre che la più semplice, ma bisogna ricordarsi sempre che l’istituto di credito a cui chiediamo la rinegoziazione del mutuo non è obbligato a rivedere (a suo svantaggio) il contratto sottoscritto anni addietro.

Essendo la rinegoziazione una vera e propria trattativa tra mutuatario e banca. E come in tutte le buone trattative, la regola da tenere bene a mente è che deve convenire ad entrambe le parti.

Il cliente sarà ovviamente contento di risparmiare una cifra significativa sulla rata del mutuo, ma la stessa banca dovrà avere un suo resoconto. È normale che sia così, come in tutti gli accordi bilaterali.

Il principio fondamentale di una negoziazione, dunque, è trovare un accordo che soddisfi tutti.

La rinegoziazione del mutuo con la stessa banca non è altro che una scrittura privata tra istituto di credito e mutuatario, pertanto non ci sono costi notarili.

Come ottenere la rinegoziazione del mutuo

Consideriamoci importanti per la banca

Pensiamo al solo fatto che, normalmente, dove c’è un mutuo, ci sono anche degli interessi da pagare, c’è un’assicurazione sull’immobile, c’è un conto corrente, una carta di credito o un bancomat.

Inoltre, spesso, il mutuatario ha investito dei soldi in titoli o ha sottoscritto delle polizze sulla vita.

Una serie di servizi i cui costi di apertura e gestione pratica, seppur bassi, rappresentano delle entrate per l’istituto di credito. Senza dimenticare la pubblicità positiva che ogni cliente può fare parlando bene della propria banca a parenti e amici, tutti futuri potenziali consumatori dell’istituto, i quali, a loro volta utilizzeranno i prodotti finanziari offerti dalla banca.

Infine, se aggiungiamo che il mutuatario in questione ha sempre onorato ogni scadenza senza mai pagare in ritardo una rata di mutuo, ecco che la banca dovrà pensarci due volte prima di rifiutare la rinegoziazione di un mutuo. Il rischio maggiore della banca è che il cliente insoddisfatto possa surrogare il mutuo e perdere tutti i vantaggi di cui abbiamo appena parlato.

Giochiamo d’anticipo

Presentiamoci all’appuntamento con il referente della banca del nostro mutuo quando saremo sufficientemente preparati. Una buona conoscenza delle migliori offerte presenti sul mercato può darci la spinta e l’entusiasmo giusto per “chiedere uno sconto”, mostrandoci pronti, nell’eventualità, a procedere con una surroga, con tutti gli svantaggi sopra menzionati per l’istituto.

Quali punti del contratto rinegoziare per avere un mutuo più vantaggioso

Tipologia di tasso

Prima di tutto partiamo dalla stessa domanda che ci eravamo posti quando abbiamo sottoscritto per la prima volta il mutuo: meglio il tasso fisso o il tasso variabile? È possibile che in passato si sia scelto una tipologia di mutuo perché era conveniente in quella fase storica dei tassi di interesse, ma oggi potrebbe essere decisamente più vantaggioso optare per un cambio, da variabile a fisso o viceversa.

Clausola Floor

Spesso si stipula un mutuo troppo di fretta. A volte è il venditore o l’agenzia immobiliare a fare pressione per stringere i tempi, altre volte, presi dall’entusiasmo di comprare casa, si prendono decisioni sbagliate e non si presta attenzione alle varie clausole più o meno comprensibili che si sottoscrivono.

Basti pensare alla clausola floor sui mutui a tasso variabile, che stabilisce un tasso minimo al di sotto del quale la rata non potrà scendere, limitando di fatto i tassi di interesse quando questi scendono o sono sotto zero.

Costi fissi del mutuo

Un altro aspetto rinegoziabile è quello legato ai costi amministrativi del mutuo, come ad esempio le spese di gestione periodiche e le spese di incasso rata. Sono pochi euro al mese, ma nel medio-lungo periodo possono fare la differenza. Inoltre sono spese accessorie che non abbattono il debito residuo.

Durata del mutuo

In fase di rinegoziazione possiamo valutare se sia il caso di modificare la durata residua del mutuo, scegliendo se ridurla per ottenere un ulteriore risparmio di interessi oppure se allungarla per diminuire l’impegno mensile della rata.