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Arbitro Bancario Finanziario

Cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF)?

L’ABF è un organismo indipendente e imparziale che risolve le controversie tra i clienti, le banche e gli altri intermediari.
L’Arbitro Bancario Finanziario, istituito nel 2009 in attuazione dell’articolo 128-bis del Testo unico bancario (TUB) ed introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005), è controllato dalla Banca di Italia.

Come funziona l’ABF?

Se dopo aver cercato di risolvere una controversia con la tua banca inviando un reclamo scritto a cui non hai avuto risposta entro 30 giorni oppure non sei soddisfatto della risposta ottenuta, puoi rivolgersi all’ABF.

Il procedimento è rapido e costa molto poco. Lo vediamo tra poco. Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle di un giudice ma, se l’istituto di credito non le rispetta, la notizia del loro inadempimento sarà resa pubblica. Normalmente le banche tendono ad osservare le disposizioni indicate dall’Arbitro bancario finanziario.

Quando rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario?
L’ABF può decidere su ogni controversia riguardante i servizi bancari e finanziari (mutui, conti correnti, prestiti) fino ad un importo di 100 mila euro. Il ricorso all’ABF deve essere presentato entro 12 mesi dalla presentazione del reclamo scritto alla banca.

Una volta inviato il ricorso all’ABF, il cliente dovrà inviare alla propria banca una copia del ricorso con raccomandata A/R o per posta elettronica certificata (PEC). La banca avrà 45 giorni di tempo dal ricevimento del ricorso per inviare all’ABF le proprie ragioni motivate in merito alle richieste del cliente.

Quanto costa fare ricorso all’ABF?
La presentazione del ricorso all’Arbitro bancario costa 20 euro.

La decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario deve essere sempre motivata e viene presa a maggioranza dei membri sulla base della documentazione raccolta. L’ABF decide sulla lite entro 60 giorni dalla data in cui ha ricevuto le ragioni dell’istituto di credito. Se il ricorso non viene accolto, il cliente potrà sempre far valere la propria pretesa in sede giudiziale.

La decisone dell’ABF non ha valore giudiziario pari a quello che avrebbe una sentenza. Se la banca non rispetta la decisione dell’ABF, questa sarà sanzionata con la pubblicazione del suo comportamento inadempiente sul sito ufficiale dell’Arbitrato finanziario “ed eventualmente su due quotidiani ad ampia diffusione nazionale”.

Vediamo alcune decisioni dell’ABF sui ricorsi presentati negli ultimi anni relativi alle controversie tra cliente e banca riferite ai mutui:

- Cancellazione ipoteca
Ai fini dell’art. 13 D.L. 7/2007, secondo cui la banca deve trasmettere entro 30 giorni al conservatore dei registri immobiliari la richiesta di cancellazione dell’ipoteca in caso di estinzione del finanziamento, la semplice dichiarazione dell’istituto di credito di “disponibilità alla cancellazione dell’ipoteca a suo tempo iscritta” non è sufficiente e il ritardo per la cancellazione effettiva dell’ipoteca è idoneo presupposto per il risarcimento del danno da parte della banca al cliente.

- Modifica spread
La facoltà per la banca di modificare unilateralmente i tassi e le altre condizioni di contratto (art. 118 TUB) è subordinata all’esistenza di un giustificato motivo (introdotto dal D.L. 223/2006), volto a salvaguardare nel tempo l’equilibrio delle condizioni stesse. Nel caso di un contratto di finanziamento a tasso variabile, le variazioni dell’indice di riferimento sono fisiologiche e gravano in maniera pienamente equilibrata su entrambe le parti, per cui è esclusa la possibilità per la banca di introdurre modifiche peggiorative al tasso, per esempio aumentando unilateralmente lo spread.

- Polizza Assicurativa
In un caso di polizza assicurativa accessoria, l’ABF ha disposto che l’estinzione anticipata del finanziamento comporta la risoluzione del contratto di assicurazione e che le ulteriori rate di premio riscosse dalla banca, successivamente all’estinzione del finanziamento, devono essere restituite.

- Surroga mutuo
La portabilità del mutuo, introdotta dall’art. 8 D.L. 7/2007, è sempre gratuita e non ammette l’addebito di nessun onere, già dalla data di entrata di vigore del medesimo decreto (1 febbraio 2007) e anche prima delle precisazioni offerte successivamente dalle leggi 244/2007 e 2/2009. Inoltre, il comportamento omissivo della banca che ostacoli il cliente nell’esercizio di tale diritto è fonte di responsabilità, con l’obbligo di risarcimento del relativo danno.

- Sospensione rate
In merito alla legge 244/2007, che all’art.2 prevede che per i contratti di mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, i mutuatari possono chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo non superiore a diciotto mesi nel corso del contratto, l’Arbitro Bancario Finanziario stabilisce che, “posto che l’iniziativa dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana) sia idonea per l’attuale crisi finanziaria”, le banche non sono obbligate ad accogliere la domanda del mutuatario poiché tale iniziativa “non ha natura di accordo collettivo vincolante per gli iscritti”, anche se, aggiunge l’ABF, “la banca è comunque moralmente obbligata a prendere in esame la situazione dei propri clienti”.

Visita questa pagina per rimanere aggiornato sulle decisioni dell’Arbitro bancario finanziario riguardanti il tema dei mutui oppure consulta direttamente il sito dell’Arbitro bancario finanziario.

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